Abbazia di San Salvatore di Monte Corona

L'Abbazia di San Salvatore di Monte Acuto, primitivo nome di Monte Corona, è ubicata nelle immediate vicinanze di Umbertide (4 km circa) ai piedi del gruppo montuoso di Monte Acuto-Monte Corona, ad un'altezza di 240 metri sul livello del mare.

Importante Monastero Benedettino dell'XI secolo fu edificato, secondo tradizione, da San Romualdo -(Ravenna, 952 circa - Val di Castro, Fabriano 1027) fondatore dell'Ordine dei Monaci Camaldolesi - intorno al 1008, qualche anno prima che fondasse l'eremo dei Camaldoli nel Casentino.

(Credit foto: Parrocchia di San Salvatore)(Credit foto: Parrocchia di San Salvatore)Il complesso architettonico è costituito da una serie di edifici e dalla chiesa che presenta una facciata molto semplice caratterizzata da un tetto a capanna e da un grande portale quadrato sovrastato da un finestrone. Il fianco sinistro della chiesa è dominato dall’imponente torre campanaria: a pianta circolare (epoca longobarda), prosegue verso l'alto diventando prima endecagonale (XIV sec.) successivamente ottagonale (1756 ca., epoca in cui vennero sistemate le campane). La sua particolarità costruttiva, nonché le piccole feritoie che si intravedono, hanno portato a ritenere che fosse, in origine, una torre di difesa. L’orologio situato sulla torre venne restaurato nel 1992.

La chiesa, consacrata nel 1105, fu costruita in due tempi: il primo nucleo è quello presbiteriale, costruito sopra la cripta dedicata a S.Sofia, venne ampliato nel XVI secolo, quando, in seguito all’edificazione dell'Eremo di Monte Corona, fu necessario ingrandire l’edificio destinando il prolungamento, dedicato a S.Agnese, ai fedeli e riservando al contempo la parte più antica ai Monaci. La parte aggiunta è ad una sola navata, con due volte a vela e con ai lati due cappelle ornate da altari barocchi; un arco la divide dal presbiterio che, come detto, coincide con la parte più antica.

Quest’ultima è composta da tre navate che finiscono con tre absidi. Le navate sono scandite da quattro archi a tutto sesto per ogni lato, che poggiano su pilastri e colonne in pietra alternati sopra i quali si alzano i muri perimetrali aperti in alto in piccole monofore. La navata centrale, chiusa da un tetto ligneo con struttura a capriate, opera di restauri successivi all'epoca romanica, conserva resti di decorazioni a fresco trecentesche di scuola umbra raffiguranti una Annunciazione. La copertura delle navate laterali è invece a crociera.

(Credit foto: Parrocchia di San Salvatore)(Credit foto: Parrocchia di San Salvatore)Al centro della grande navata un ciborio dell'VIII secolo, trasportato dalla chiesa di San Giuliano delle Pignatte, ed ivi sistemato, in occasione dei lavori di sistemazione e ripristino del 1959, al posto di un pregevole altare, la cui mensa, è ora collocata nella navata a sinistra. Il ciborio è formato da quattro snelle colonne in pietra che sorreggono i quattro frontoni, formati da lastre dalle pregevoli sculture a motivi vegetali, foglie ed intrecci, ad eccezione della lastra occidentale, nella quale sono raffigurati due eleganti pavoni. Al termine della navata centrale si eleva un arco ogivale che introduce alla bellissima abside gotica a pianta pentagonale, coperta da una volta a padiglione, che conserva tele del XVI e XVII secolo, tra cui una del 1549 che raffigura la Madonna e quattro Religiosi, ed un coro ligneo di buona fattura (XVI secolo).
Al di sotto della zona presbiteriale si trova, come anticipato, l'ampia e antica cripta, seminterrata e del tipo "ad oratorium”, dedicata alla Madonna delle Grazie. Vera e propria chiesa inferiore caratterizzata da decorazioni di gusto bizantino, è composta da un vasto locale diviso in cinque navate terminanti con tre absidi e coperta da piccole e basse volte a crociera, con archi trasversali e longitudinali, sorrette da colonnine di vario stile realizzate con materiale di spoglio antico e altomedioevale, probabilmente proveniente da un preesistente tempio pagano o paleocristiano. Archi ciechi solcano anche i muri perimetrali della cripta ed entro ciascuno di essi sono ricavati due archi più piccoli, quasi due nicchie.

“Nelle vicinanze dell'Abbazia di San Salvatore di Monte Corona al vocabolo Palazzo della Rosa, rimane in piedi un'edicola (1480) restaurata nel 1982: la Madonna con il Bambino. L'edicola è ciò che resta di una cappella esistente in questo luogo, nelle cui pareti erano dipinti altri eventi della vita di san Savino, monaco dell'Abbazia di San Salvatore. Gli "Annales Camaldulenses" affermano che sotto i dipinti si potevano leggere frammenti di iscrizioni riguardanti i miracoli del Santo.” 1234
  • 1. Millenario 1008-2008. Cenni sull'Abbazia e sull'Eremo di Montecorona. Associazione Centro Culturale Leone XIII. http://www.leonexiii.org/millenario/storia.htm. Visitato nel mese di settembre 2009
  • 2. Umbria. Vol. 1. La biblioteca di Repubblica - L'Italia, 1. Milano: Gruppo Editoriale L'Espresso SpA - Divisione la Repubblica (© Touring Editore s.r.l.), 2005.
  • 3. Nel silenzio delle Abbazie. Proposte di visita al patrimonio abbaziale del territorio della provincia di Perugia. Perugia: Provincia di Perugia, 2004.
  • 4. Sperandio, Bernardino Chiese romaniche in Umbria. Perugia : Quattroemme, 2001.
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